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Quanto è bella la musica italiana, salviamola

Scritto da Valentina Poggi

20 Marzo 2021

La musica è un linguaggio universale che è stato usato fin dalle epoche più antiche e ha sempre fatto parte della quotidianità degli esseri umani. C’era musica nello strofinio di due pietre usate per accendere il fuoco nella preistoria, c’è musica nell’acqua che scorre, nel soffio del vento, nel canto degli uccellini. Ovunque ci si fermi ad ascoltare c’è qualche suono che può essere trasformato in musica e quando alla musica si aggiungono le parole tutto diventa più bello e nascono le canzoni. Il mondo ha subito tantissime trasformazioni, non sempre in senso positivo e anche per la musica è stato così!! Al giorno d’oggi si è arrivati addirittura a fare cantare dei robot durante i concerti o a trasformare la voce dei cantanti in suoni metallici con l’auto tune a riempire le esecuzioni di effetti sonori che distolgono l’attenzione dalla musica limpida e ben eseguita e dalla voce naturale che pare quasi aver perso importanza. Io ho solo 18 anni e per me la musica e le canzoni sono un mezzo di comunicazione molto importante. Per me attraverso quest’arte meravigliosa si dovrebbero comunicare pensieri, emozioni, esperienze di vita nelle quali gli altri possano ritrovare pezzetti di se stessi e sognare…rivivere momenti, riflettere e trovare conforto. A me piace cantare!!! Provo un grande benessere quando canto e riesco a sfogarmi attraverso questo mezzo che mi riesce più semplice che parlare normalmente e attraverso certe canzoni riesco ad esprimere sentimenti che a parole non saprei mostrare a nessuno. A volte mi sembra di essere figlia di un’altra epoca…a me piacciono le belle voci, la musica coinvolgente, i bei testi profondi e anche quelli orecchiabili che rimangono in testa e magari ti ritrovi a cantare senza nemmeno accorgertene mentre accenni qualche passo di danza. Ora invece sembra che le belle voci calde, piene, cristalline, di persone che hanno studiato o hanno sviluppato con fatica ed esercizio il loro naturale talento non contino poi molto. Sembra che chiunque possa definito cantante o artista con la costruzione di personaggi volgari e senza talento che fanno guadagnare le case discografiche perché scrivono e fanno finta di cantare testi pieni di parolacce, doppi sensi e violenza. Va di moda il rap e il trap. un genere che a me non piace per niente perché chi lo usa non canta..parla..e a volte parla anche molto male. Non mi piace che questi artisti spesso improvvisati vengano elogiato come fossero degli Dei mentre altri che hanno studiato musica, canto e si impegnano a scrivere testi meravigliosi e musiche stupende o solo ad interpretare al meglio, vengano additati come antichi, fuori moda e noiosi. Anche seguendo il famigerato Festival di Sanremo tanto discusso ma che da sempre rimane uno dei programmi più attesi dagli italiani, mi sono accorta che la canzone Italiana viene trattata sempre peggio. Certo, sono consapevole che ognuno ha i suoi gusti, ma non riesco ad accettare che la musica e le canzoni come le concepisco io, scompaiano così velocemente trasformandosi in generi a detta di molti, nuovi ed originali ma che per me hanno davvero poco significato e mi lasciano un gusto amaro in bocca. Quest’anno a Sanremo hanno vinto i Maneskin, un gruppo di ragazzi a detta di molti rocchettari e innovativi. Potranno essere bravissimi, ma non per me. Non amo la gente che per esprimersi parla a voce troppo alta e non amo le persone che invece di cantare urlano. Non conosco molto le altre loro canzoni, mi ricordo solo della famigerata Marlene che non tornava mai a casa…ma questa con la quale hanno vinto il festival non mi trasmette proprio nulla. Quasi quasi preferisco i rap che a volte senza cantare riescono a trasmettere significati profondi nelle parole a questi gruppi che pur appartenendo ad un genere che mi piace anche, lo rovinano con urla e travestimenti inutili. Scrivendo queste cose so bene che mi attirerò l’antipatia e gli insulti di chi apprezza questi cambiamenti ma a me non è mai interessato uniformarmi alle masse e seguire le mode del momento. A casa mia si è sempre ascoltata tanta bella musica e penso che quella degli ottanta e novanta fosse fra le migliori, forse sarà per questo che non riesco a capacitarmi di come tutto sia cambiato in peggio in pochi decenni. I gusti non si discutono, io continuo a scegliere ciò che piace a me senza cercare di convincere nessuno, ma ribadisco il mio pensiero e spero che la bellissima musica italiana non sparisca del tutto perché sarebbe davvero un peccato.

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